Una storia italiana

La tecnica del riverbero a muffola, anche detta lustro, custodisce in sé una storia millenaria che parte da lontano: nata nel mondo arabo e giunta fino al cuore dell’Italia, solo in pochi hanno saputo finora riproporre con autenticità questa arte dai riflessi metallici oro e rubino.

Era il IX secolo quando per la prima volta si provò a trasferire su maiolica la tecnica di colorazione fino ad allora esclusiva del vetro, ottenendo inattesi e sorprendenti effetti. Grazie alla qualità e alla bellezza dei risultati, questa novità si diffuse velocemente verso la penisola italiana, passando per l’importante snodo portuale di Maiorca. Da qui partivano infatti le navi commerciali dirette verso l’Italia e, terreno fertile per questa nuova arte, si rivelò l’Umbria. La tecnica del riverbero a muffola qui mise radici e conferì l’impronta distintiva del lustro alla produzione locale di ceramica.

Fu proprio a Gubbio che Mastro Giorgio divenne massimo rappresentate di questa arte. Dopo varie sperimentazioni egli riuscì a ottenere risultati sorprendenti e oggi le sue opere sono esposte nei principali musei di tutto il mondo (Louvre, Hermitage S.Pietroburgo, MIC Faenza, Victoria and Albert Museum Londra, Metropolitan Museum New York).

Oggi, proprio come allora, la tecnica di cottura nel forno a muffola e le formule dei colori a riflesso sono custodite e tramandate di padre in figlio.

Una danza antica di terra e fuoco lambisce le superfici che, avvolte in una iridescente e incandescente atmosfera, catturano i sensi e li colmano di meraviglia. L’udito sapiente viene rapito dal tintinnio che svela la temperatura raggiunta nel forno. L’olfatto è intriso dall’alchimia di legna e fumi di cottura, il caratteristico aroma sprigionato durante la combustione. Le mani impazienti accarezzano la materia levigata nell’attimo dopo il disvelamento, mentre la vista coglie gli effetti della luce, note di uno spartito universale. Oro e rubino ci trasmettono frequenze di onde di luce sempre mutevoli, dove il riflesso cangiante ci restituisce, a ogni angolazione e a ogni pennellata, un diverso colore tra i sette dell’iride. Un segreto nascosto tra acqua, aria, terra e fuoco, gli elementi più semplici della natura.

Questa è la nostra firma.

 

 «Le opere d’arte dipinte in colori puri e luminosi sono capaci, in circostanze adatte, di trasportare la mente dello spettatore nella direzione dei suoi antipodi. I colori puri e luminosi sono dell’essenza, non della bellezza in genere, ma solo di un particolare tipo di bellezza, quella visionaria. [..] Quando a questa naturale magia di metallo risplendente e di pietre luminose si aggiunge l’altra magia di nobili forme e colori abilmente mescolati, ci troviamo alla presenza di un genuino talismano»

A. Huxley

Immagini tratte da “Li tre libri de l’arte del vasaio” – Cipriano Piccolpasso (1548)